Byron Toolkit · N°1

Quando essere bravi non basta più.

Le organizzazioni sanno valutare con precisione ciò che una persona ha già fatto. Quasi mai ciò che dovrà fare nel ruolo dopo.

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C’è un punto cieco nel modo in cui le aziende valutano le persone. Sappiamo misurare ciò che lascia tracce: numeri, consegne, scadenze. Poi promuoviamo le persone proprio su queste tracce, e nel momento esatto in cui le promuoviamo, il lavoro che chiediamo loro cambia natura. Dal giorno dopo, i risultati non li produce più con le proprie mani: li ottiene attraverso gli altri.

Dare un feedback che corregga senza umiliare, condurre una riunione che arrivi a una decisione, ricostruire la fiducia dopo un errore collettivo. Nessuno di questi gesti era richiesto nel ruolo da cui la persona arriva, e nessuno li ha mai valutati. Quando qualcosa non funziona, lo chiamiamo carattere. Ma la comunicazione non è un tratto: è una lista di gesti, ciascuno osservabile e descrivibile.

Questo toolkit nasce per rendere quei gesti visibili prima che sia il campo a rivelarli. Sei situazioni in cui la lingua diventa lo strumento con cui si producono risultati, con la domanda giusta da fare in colloquio e l’errore di valutazione da evitare per ciascuna.

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La comunicazione non è una competenza tra le altre. È ciò che permette a tutte le altre di trasformarsi in risultati.

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